ATLETICA CAPITALE

Roma, le sue piste e lo sport più bello del mondo

 

Una proposta della CORSA DI MIGUEL

 

 Roma e l'atletica: un rapporto intenso, affascinante, ma anche precario, traballante, sofferto. Ci sono dentro momenti magici, ma anche crudeli decadenze. C'è una contraddizione tra una città che esprime con il Golden Gala il miglior meeting del mondo quanto a risultati tecnici, che è campione d'Italia fra le donne con la Fondiaria Sai e con gli uomini grazie alle Fiamme Gialle, che ha una maratona ormai a quota 10.000 partecipanti insieme con un formidabile calendario di corse su strada, ma anche una fragilità nel vertice (un solo atleta nato a Roma ha gareggiato ai Mondiali di Helsinki) e alla base, con una diffusa crisi di reclutamento, ancora più acuta nelle età scolastiche. Per non parlare di impianti dalla vita tribolata, di strutture che accusano il peso degli anni, di una debolezza organizzativa che s'insinua come un  tarlo fastidioso anche nelle iniziative più importanti. Certo la concorrenza è terribile, sia a livello di ragazzi, dove ci sono discipline che hanno in questo momento un appeal più vincente, sia nella stessa popolazione adulta, dove il boom del fitness pare essere un antagonista molto competitivo. Ma questo progetto non è e non può essere una sorta di pianto greco o un malinconico voltarsi all'indietro, istigato dalla nostalgia per i tempi in cui la pista e le pedane erano invece frequentatissime da tutti i tipi di gioventù. E' l'esatto contrario: il tentativo di trovare gli spazi, le idee, le proposte per dire a un pubblico più largo, a un target più esteso, quant'è bella l'atletica, quanto possa significare conoscenza, socializzazione, realizzazione di se stessi. Estendere la base è la condizione necessaria per aprire una fase nuova che consenta al nostro movimento di vivere una nuova primavera, fatta di crescita della vocazione e di scoperta di nuovi talenti, due strade che devono obbligatoriamente vivere in parallelo. Le parole che abbiamo messo in fila in queste pagine costituiscono la sintesi di una serie di contatti, scambi, approfondimenti di queste settimane. Il risultato è a disposizione di tutta l'atletica e dei diversi soggetti che possono concorrere al conseguimento dell'obiettivo: rilanciare a Roma l'attività dello sport più bello del mondo.

                                                     

1. UNO SGUARDO D'INSIEME

 

    UN'INVASIONE DI ATLETICA In questo contesto, pure complicato, l'atletica romana ha davanti a sé un'occasione storica. Dopo un lungo e non semplice dibattito, condotto insieme con la Coni Servizi S.p.a. e il Comune di Roma, gestore e proprietario della gran parte del patrimonio impiantistico dedicato al nostro sport, si è giunti alla decisione di di affidare al comitato regionale della Fidal tre impianti che hanno fatto e fanno la storia dell'atletica della capitale: lo stadio Paolo Rosi all'Acqua Acetosa, lo stadio Nando Martellini alle Terme di Caracalla, lo stadio Pasquale Giannattasio a Ostia. Si tratta di un'opportunità storica. Questo progetto si propone di indicare possibili linee guida dell'utilizzo di queste strutture, mettendo però in relazione le scelte da compiere sulle tre strutture con tutto il <sistema atletica> di Roma. Ma fatta salva la ricerca di un equilibrio gestionale, inseguendo in tempi ragionevoli l'idea di un'autosufficienza degli impianti, vanno definiti i punti cardinali della proposta. Il primo deve essere dichiarato subito: bisogna aprire il più possibile le porte degli stadi, tenerle spalancate, invitare la gente a scoprire il fascino di questo sport, moltiplicare i sorrisi, diminuire i musi lunghi.

   Oggi, infatti, la tipologia del frequentatore dell'impianto di atletica è troppo limitata: dobbiamo diversificarla, allargarla, moltiplicarla. E le scuole, i ragazzi, devono essere i primi a ricevere quest'invito. Bisogna che gli studenti <assaggino> questo sport, ne scoprano o riscoprano valori e sapori. Un altro obiettivo della campagna è quello di riunire tutte le atletiche. Quella dell'attività di vertice, quella degli amatori, quella dei ragazzi, quella degli sport multidisciplinari che ormai sono dei nostri compagni di viaggio (pensiamo a triathlon e soprattutto al pentathlon moderno). E poi basta con il dilemma strada/pista, deve esistere la maniera di far incontrare questi mondi anche consci delle loro specifiche esigenze e delle rispettive peculiarità.

 

    PERCHE' ROMA  L'occasione degli impianti è legata anche a un'atmosfera generale della città, che non è solo sportiva ovviamente, ma che è avvertibile anche nello sport. In questi ultimi anni, sicuramente mesi, Roma ha dimostrato di voler pensare, organizzare e fare le cose in grande. C'è un dinamismo fatto di progetti che cambieranno la città di qui a poco, se solo si pensa alla nascita del polo sportivo di Tor Vergata, dove l'atletica avrà presto un suo spazio nel complesso disegnato dalla matita del grande architetto spagnolo Santiago Calatrava. Poi c'è il sogno olimpico. Ma prima di tutto questo esiste un brulicare di iniziative che coniugano sport, solidarietà, recupero di spazi pregevoli dal punto di vista storico e ambientale. Certo una cosa è la grande iniziativa, altra il vissuto quotidiano. Spesso la domenica non ha un'eco al lunedì o al giovedì. Ma la scommessa-stadi è proprio questa: far sì che l'atletica sia qualcosa di vivo, che sa e può durare lungo tutta la settimana.

 

    CI VUOLE UNA CASA Dentro questo <sistema atletica> c'è bisogno di una casa. Per collocazione nel cuore sportivo della città, a una lingua d'asfalto dal centro sportivo Giulio Onesti e a un paio di chilometri dal Foro Italico, lo stadio Paolo Rosi è la soluzione ideale. Non è una questione di fascino - chi può battere in questa gara le Terme di Caracalla? - ma anche di possibilità di costruire in uno spazio sufficientemente grande una serie di iniziative capaci di dare all'atletica di Roma un punto di riferimento tecnico, organizzativo, culturale. Questo posto somiglia a una tavola imbandita ricca di cibi prelibati, spesso però circondata da una specie di recinzione invalicabile. Insomma, qualcosa di bello che però non riesce a essere di tutti e spesso neanche di pochi. La <casa> è una delle iniziative di cui tratteremo ampiamente, ma che deve essere perfettamente funzionale in un <sistema atletica> che deve e può coprire diverse modalità di attività, cercando di arrivare in tutto il territorio. Proviamo quindi a immaginare una divisione di compiti in fra i campi un futuro neanche troppo lontano:

 

    -  Stadio Paolo Rosi             Casa per l'atletica, centro culturale, caffè dell'atletica, mattinate delle scuole, amatori, attività di vertice, iniziative culturali, gare.

    -  Stadio Nando Martellini   Attività canonica, attività giovanile, tante gare, possibilità di una manifestazione culturale durante l'estate.

    -  Stadio Giannattasio          Tante gare, anche in rapporto alla sua pista a otto corsie (unica pubblica insieme con quella dell'Olimpico).

    -  Stadio Tre Fontane           Quartier generale dell'attività dei disabili con un esperimento di gestione all'avanguardia, attività amatoriale, centro di avviamento all'atletica.

    -  Stadio degli Eucalipti        Ristrutturazione in corso a cura dell'università Roma 3, forte impegno per l'attività universitaria, possibilità di iniziative culturali interdisciplinari.

    -  Stadio dei Marmi               Attività Iusm, centri di avviamento all'atletica per bambini e ragazzi, iniziative di supporto alle grandi manifestazioni dell'Olimpico.

    -  Stadio della Farnesina      Attività scolastiche, attività di vertice.

    -  Stadio Tor Tre Teste         Condivisione con rugby e calcio dell'impianto, attività canonica rivolta verso le scuole, apertura di una possibilità <atletica> per una zona storicamente priva di questa opportunità.

    -  Tor Vergata                      Quando sarà costruita, una grande campagna di conquista <universitaria>. Nel frattempo la richiesta che nel nuovo Palazzotto ci sia anche la pista smontabile modello Ancona.

 

I SOLDI  L'atletica è in perdita, l'atletica non ce la fa, l'atletica qui, l'atletica là... Questo progetto non è un sogno e non è pensabile che dall'oggi al domani la manutenzione e in generale la vita di tutti i giorni di un campo o di uno stadio, fatto di piste e di pedane, materiale tecnico costoso e anche soggetto a particolare rischi di deterioramento, possa trovare le risorse per andare avanti senz'alcun tipo di aiuto, almeno iniziale. E' evidente che sarà necessaria quindi una fase di passaggio che possa stabilire un punto di equilibrio intorno a una reciproca convenienza: Coni e Comune hanno infatti tutto l'interesse a risparmiare sul fronte gestionale, ma è altrettanto naturale che una parte di questo risparmio vada speso per aiutare la nascita di un nuovo sistema, tanto più se questo tutela un interesse sociale e non una libera iniziativa privata. Sarà opportuno in questo senso indicare le priorità del nuovo corso che riguarda i tre impianti (Paolo Rosi, Nando Martellini, Pasquale Giannattasio) che andranno alla Fidal:

 

    - Efficienza generale dell'impianto e dei suoi servizi.

    - Dotazione o ripristino di materiale tecnico (dagli ostacoli ai materassi per l'alto o per l'asta)

    - Allargamento degli orari di utilizzo

    - Moltiplicazione delle iniziative promozionali

    - Organizzazione, ove possibile, di spazi ricreativi per i frequentatori degli impianti, ma anche per i loro parenti e amici, in generale per una comunità il più estesa possibile.

 

In questo quadro ci sono ovviamente da reclutare le risorse necessarie per giungere in un tempo ragionevole (5-7 anni) a una completa autosufficienza. Quel punto significherà un risparmio per Coni e Comune e al tempo stesso una dimostrazione della capacità dell'atletica e della sua Federazione, di essere anche buon <imprenditore> di se stessa. E' utile stabilire dove si cercherà di andare a puntare, anche per sottolineare i vincoli naturali che impediscono un utilizzo <selvaggio> degli spazi e delle strutture.

 

     -  Attivazione di iniziative commerciali (in particolare nel campo della ristorazione) che non incidano o limitino minimamente l'attività da un punto di vista logistico e ambientale.

     -  Organizzazione di iniziative nell'ambito dell'Estate Romana con le stesse caratteristiche.

     -  Realizzazione di una <fidelity card> dal costo comunque contenuto che darà diritto a utilizzare l'impianto di durata annuale.

     -  Sponsorizzazioni soprattutto legate ad attività con gli studenti.

     -  Contributo Coni in virtù dell'importante risparmio che la Servizi S.p.a. otterrà dalla rinuncia alla gestione.

     -  Contributo Enti Locali (Comune, Regione e Provincia) su progetti mirati che guardino sempre alla promozione dell'atletica.

     -  Contributo Fidal nazionale nell'ambito delle attività di promozione del Golden Gala.

     -  Eventuale prestito dei campi ad altri soggetti in occasione di eventi straordinari o divisione di alcune spese con società con cui si condivide la gestione (vedi il caso dello stadio Pasquale Giannattasio della Stella Polare dove ci sono anche rugby e calcio).

 

LA CONCESSIONE: DIECI ANNI  La nascente società Coni-Comune prevede di concedere per tre anni gli impianti a soggetti <istituzionali>, qual è a pieno titolo il comitato regionale della Fidal. Si tratta di un tempo troppo limitato, ma è anche corretto osservare che bisogna comunque pensare all'esistenza di uno stop, di un bilancio in corsa, per evitare la possibilità di un eventuale incancrinimento di eventuali problemi gestionali. E' assolutamente impossibile tuttavia pensare a qualsiasi progetto imprenditoriale, fondamentale per la ricerca delle risorse e per l'autofinanziamento, con questo schema di concessione. Sia nel caso di un project financing, sia nell'eventualità della richiesta di un mutuo al Credito Sportivo da parte della Fidal, i tre anni sono un lasso di tempo troppo ridotto. A questo punto o si deve ampliare la concessione, inserendo un paletto o due, alcuni step in cui una commissione di garanzia può valutare l'andamento dell'operazione, oppure stabilire una clausola in cui la società Coni-Comune subentra ai mutui accesi o rispetta le operazioni di project financing (o risolve l'eventuale vertenza con terzi). Solo così si può pensare in grande, solo così si può parlare di punti ristoro, riassetto significativo del verde, attivazione di palestre o di altre strutture, in ogni caso interventi di ristrutturazione degli immobili.Concedere l'impianto per tre anni e basta, nel caso di una struttura per l'atletica, la cui gestione è obiettivamente onerosa e complicata, significa rendere impossibile qualsiasi progetto.

                                                     

2. LA FIDELITY CARD O BELL'ATLETICA

  

L'IPOTESI Si è molto discusso negli ultimi tempi dell'ipotesi di un accesso a pagamento ai campi. La stessa Coni Servizi S.p.a. aveva sollecitato la risoluzione del problema e la Fidal, a livello provinciale e regionale, non si era nascosta davanti alla necessità di una svolta che rendesse cosciente i fruitori degli impianti delle difficoltà gestionali e del complesso dei costi per farli funzionare. E' ovvio, però, que questo problema non può essere posto nel momento in cui lo stato dell'arte corrisponde a quello attuale. Se, per fare l'esempio più clamoroso, i servizi igienici allo stadio Paolo Rosi sono fatiscenti, e nelle ore serali lo stadio è al buio, si pone il problema nei modi e nei tempi sbagliati. Andrà quindi compiuto, prima di ogni iniziativa in quella direzione, una ricognizione sulle condizioni minime di fruizione. E' ovvio, naturalmente, che ogni scelta dovrà essere coerente con il resto del sistema atletica: non avrebbe senso da una parte pagare, dall'altra entrare gratis... Ultima condizione è la gratuità dell'accesso per le scuole durante la mattinata.

     La tessera di accesso rappresenta anche una possibilità di regolare meglio l'accesso ai campi, non per regolarne l'uso, ma per renderlo più consapevole. In questi anni, d'altronde, se c'è stato in qualche caso un disimpegno gestionale, non si può nascondere l'esistenza di atti di vandalismo (si pensi ai furti di materiale tecnico o anche all'interno dei bagni) o di veri e propri nell'abuso dell'utilizzo dei campi. Si tratta quindi di una scelta inevitabile che possa produrra in tempi anche qui ragionevoli, almeno un anno, una cifra di circa 50.000 euro da inserire nel monte gestionale. La fidelity card però dovrà essere qualcosa in più di una condizione di ingresso. Dovrà essere bella, come l'atletica. Bella anche esteticamente, con un disegno accattivante, che stimoli l'orgoglio di chi si sente dentro un mondo. Inoltre, anche per sollecitare l'adesione più alta possibile, si dovrebbe pensare a una serie di facilitazioni. Facciamo un esempio:

 

     Bell'atletica, tessera annuale, costo 20 euro

     Dà diritto a (esempio):

 

     10 per cento di sconto presso la Libreria dello Sport di....

     10 per cento di sconto presso la Pizzeria il Podista...

     10 per cento di sconto presso il negozio Cat Sport

     Ingresso gratuito al Golden Gala di atletica

     Maglietta con il logo Bell'atletica (con sponsorizzazione assicurata dal fornitore)

                                                        

3. ATLETICA SOTTO LE STELLE 

 

L'estate di Roma è una folla di iniziative. Musica, teatro, cinema, visite artistiche, attività commerciale, semplici passeggiate metropolitane si danno il cambio in un vortice di proposte. Se l'offerta è importante, anche la domanda non manca. In questo campo però lo sport morde il freno: è presente il versante fitness con diverse rassegne, tra cui quelle di Tor di Quinto o di Roma Estate al Foro Italico; ci sono anche le spiagge del litorale, inondate di attività <beach>. Ma lo sport più classico non si fa vedere troppo. Perché non pensare all'atletica che si fa viva? <Atletica sotto le stelle> è l'obiettivo di convogliare in alcuni campi-stadi dell'attività, in orario serale, delle manifestazioni che possano produrre divertimento e cultura dello sport. Il tutto agendo su orari e spazi che non limitino l'attività tecnica. Anche qui è necessario scendere nel concreto, ricordando che le proposte possono diventare delle fonti di autofinanziamento significative.

 

CINEMATLETICA ALLE TERME  Il piazzale della tribuna è perfettamente in grado di accogliere una rassegna cinematografica sul tema dell'atletica, dove sia possibile anche fornire la possibilità di consumare un pasto al tavolo, un po' sul modello La Palma Jazz Club al Portonaccio. Da una parte dieci o quindici film tutti sull'atletica, dal Ragazzo di Calabria di Comencini al Maratoneta con Dustin Hoffman, dall'altra un menu atletico con i ravioli al salto in alto o la bistecca del triplista... Ma la proposta culturale non si dovrebbe fermare alla riproposizione di un bel film, quanto provare a scommettere sulla possibilità di aprire la serata con filmati amatoriali, piccole <chicche> che provengono da un archivio privato, persino mini fiction che non hanno mai varcato le pareti di una casa o di un gruppo amici. Il tutto con un minimo - si fa per dire - comune denominatore: l'atletica.  Si tratterebbe di un'iniziativa assolutamente sopportabile perché di fatto si ridurrebbe nell'installazione di stand mobili, nell'area non tecnica, di tavoli e di sedie.

 

IL PIANO BAR DELL'ACQUA ACETOSA Sempre per un periodo limitato a dieci-quindici giorni, possibilmente a ridosso del Golden Gala per funzionare sempre come volano dell'appuntamento dell'Olimpico, un po' di musica nell'area <scolastica> (quindi disoccupata nel periodo giugno-fine luglio), un semplice piano bar con alcuni stand commerciali nelle vicinanze, sempre senza incidere sull'attività tecnica, anzi associandosi eventualmente con le gare di <Caccia al Minimo> o simili. O magari con qualche gara goliardica sempre sul tema dell'atletica.

 

ATLETICA ON THE BEACH Allo stadio Pasquale Giannattasio della Stella Polare, c'è già una forte tradizione multidisciplinare con cui ci si può raccordare. Anche in questo caso è facile affidarsi a un esempio: l'apertura o la finale del Mundialido, il torneo calcistico che affianca il momento tecnico, la sfida tra le <nazionali> delle comunità presenti a Roma, un <contorno> fatto di stand di cucina e di oggettistica etnica. L'obiettivo è quindi di studiare, anche in collaborazione con il forte dinamismo del momento attuale, fra progetti del Comune verso Ostia 2015 e l'intraprendenza imprenditoriale di alcuni soggetti, vedi l'Assobalneari, una kermesse che negli spazi antistanti la pista, possa coniugare propaganda dell'atletica e attività commerciali, magari in un periodo favorevole dal punto di vista della presenza di turisti e villeggianti al Lido di Roma.

    

LO SPONSOR Da sempre la parola sponsor  ha un valore duplice per chi organizza, pratica o semplicemente vede lo sport. Da una parte sta a rappresentare risorse, soldi, finanziamenti. Dall'altra è lo specchio di una frustrazione: lo sponsor che butta tutto sul campione... lo sponsor che non ha cuore...  Lo sponsor che non dà un euro... Negli ultimi tempi però l'intervento di alcuni marchi per fini sociali  e non solo meramente commerciali nell'ottica di un ritorno consistente e immediato (in realtà tutto da verificare), si sono moltiplicati. Ciò non vuol dire che siano cresciuti come funghi imprenditori colti da un improvviso raptus di generosità senza limiti, ma che c'è un ripensamento su alcune questioni: ha senso legarsi, spendendo parecchio, a un calciatore di medio livello o aiutare una manifestazione per ragazzi? Se non altro si cominciano a moltiplicare queste domande. Negli ultimi tempi, più nel dettaglio, c'è stato anche il caso di uno sponsor (Adidas) che ha manifestato una disponibilità per aiutare il rilancio dei Giochi della Gioventù. Non solo: questa disponibilità è stata manifestata anche al sindaco di Roma Walter Veltroni, sempre relativamente all'attività giovanile, particolarmente in direzione dell'atletica. Al di là della percorribilità di questa strada, l'obiettivo è quello di costruire un rapporto con uno o due sponsor di grande lignaggio che si leghino a questo nuovo feeling tra la città e l'atletica. L'offerta può riguardare le <inserzioni> sui campi, ma anche la presenza nelle manifestazioni con stand commerciali e in generale il coinvolgimento in ogni iniziativa pubblica riguardante il progetto e le sue attività.

                                              

4. LA CASA DELL'ATLETICA

 

PERCHE' AL PAOLO ROSI Si è già scritto dell'unicità dello stadio Paolo Rosi e della necessità dell'atletica di avere una <casa> con spazi più ampi a disposizione e dove convivano a pieno titolo atletiche diverse, anagraficamente e tecnicamente. Lo stadio dell'Acqua Acetosa, intitolato oggi a colui che rappresentò più di altri il tentativo di portare l'atletica anche in un pubblico più distratto e meno preparato,  ha una lunga storia di primati, imprese, personaggi. Anche di guai, per la verità. Il suo riscatto sarebbe un successo importante, fondamentale e darebbe l'idea di una <riscossa> dell'atletica romana alla conquista di nuove vocazioni.

 

UNA CASA BELLA Il verde è splendido, la pista è giovane, ha appena tre anni. Ma lo stadio confonde bellezza e miseria. Le prime operazioni da fare sono tecniche: gli ostacoli, la sabbia del lungo, i materassi, le pedane del peso. Nello stesso tempo però c'è da operare per servizi funzionanti e ripristino dell'illuminazione. Ma anche per alcune operazioni di restyling e di abbellimento estetico. Ipotesi: un grande pannello sulla rete di recinzione esterna dal titolo <La casa dell'atletica>, magari con un'immagine che conquisti via dei Campi Sportivi, tradizionale sede di passaggio di un pubblico molto sportivo. E anche: una pannellizzazione con murales, sempre coerente con l'ambiente circostante, sulla parete esterna del capannone, oggi prigioniera di un verde spento, un po', forse troppo malinconico.

 

L'AREA BRANDIZZI L'Acqua Acetosa non è nata ieri e non ha alcuna voglia di rinnegare se stessa. E' stata fatta dalla vita di uomini che sono rimasti molto spesso ancora nell'immaginario dei frequentatori di oggi o che è giusto presentare anche a chi arriva per la prima volta. Nella pedana del lancio del peso, dopo il capannone, è impossibile dimenticare il sorriso, le arrabbiature, la simpatia di Gianni Brandizzi. La proposta è quella di intitolare quello spazio <Area Brandizzi> con una gigantografia e un pannello che racconta la sua storia multiforme, dalle sue opere architettoniche al suo eclettismo sportivo. Ma c'è anche da <popolare> altri spazi, pensiamo per esempio al sottopassaggio che porta al campo dall'uscita degli spogliatoi.

 

IL CAFFE' DELL'ATLETICA L'intervento di ristrutturazione più importante riguarda però la palazzina rossiccia ormai disabitata e recintata da diversi anni. Si tratta di un edificio storico, che fu costruita nel lontano 1938. Possiede una cubatura importante dislocata in tre livelli per complessivi 160 metri quadrati. Inoltre alle sue spalle, sul lato opposto alla pista, c'è uno spazio verde che si può anche ampliare con una minima operazione di riassetto dell'area. In particolare, il luogo d'estate può prestarsi benissimo alla nascita di un caffè dell'atletica, dove si possa far colazione o anche mangiare un piatto a pranzo: atleti, mamme e papà dei bambini che vanno alle scuole di atletica, ma anche avventori che vengono da un'area molto sportiva, pranzi o cene per presentare una manifestazione: il pubblico potenziale è vastissimo. Il caffè dell'atletica sarà ovviamente affidato in gestione dietro un corrispettivo economico, ma l'obiettivo è quello di renderlo <atletico> anche nella struttura interna, nel menu, nelle vetrine che possono contenere giornali d'epoca o altri <cimeli> atletici. Senza immaginare chissà quale guadagno alla causa della gestione, non si può ignorare il precedente fortunato che è cresciuto a pochi passi dall'Acqua Acetosa, ma in una zona decisamente più decentrata. Appena otto anni fa l'attuale sede dell'Unione Capitolina era un territorio fantasma, oggi tra le altre attività ospita un ristorante dove regna il tutto esaurito pranzo e cena, senza per questo disputare il fiorire di un'attività rugbistica addirittura a livello di serie A! Il riassetto dell'area può mettere in gioco anche il chiosco blu e l'ex casa del custode, attualmente fuori uso.

 

IL MAGAZZINO Per ragioni logistiche è assoluamente necessario ricostruire il vecchio magazzino abbattuto per l'amianto. Sarà fatto con le stessa cubatura e le stesse caratteristiche del precedente, quindi senza nessun pericolo di violare i vincoli ambientali. All'interno ci potrà essere un ufficio, nonché alcuni vani per il deposito dei materiali tecnici. Ma c'è anche un'altra possibilità, sicuramente più intrigante: se si riuscisse a riattivare alcuni degli spazi coperti dell'area fra lo spogliatoio Fidal e lo spogliatoio Cral, attualmente dismessi, e trasformali in magazzino, l'ex magazzino potrebbe avere qualcosa di più di una funzione di servizio. Potrebbe essere affittata, per esempio, a un'altra atletica (esempio: una specie di sede bis della maratona di Roma, oltretutto a poche centinaia di metri dal Villaggio Maratona, che pare abbia trovato una sua collocazione di successo nel vicino PalaParioli)

 

L'EDICOLA  All'ingresso, nel piazzale carrabile, c'è lo spazio per collocare un piccolo chiosco che funga da controllo per l'ingresso, ma anche con la possibilità di distribuire volantini che reclamizzano programmi e manifestazioni, nonché per la distribuzione della rivista federale. Sempre nella stessa area è possibile a una decina di piccole bacheche in legno, dove le società, i circoli, possano affiggere le informazioni sulla loro attività.

 

IL GIOCATLETICA L'attuale area contenuta fra gli spogliatoi del Cral e i campi da tennis è attualmente <disoccupata>. La rete di pallavolo e i canestri vengono utilizzati molto raramente, il campo da calcetto è praticamente in disuso da quando è stato costruito e, obiettivamente, nella zona l'offerta di spazi per questo genere di attività è davvero massiccia. Quest'area - ex pista di pattinaggio, campo da calcetto, area boscosa - può diventare il cuore della città dei ragazzi dell'atletica, il punto in cui si <assaggia>, come si diceva prima, il nostro sport. Uno spazio importante dove formulare le nostre proposte didattiche, invitare professori e scolaresche, pronunciare la prima parola di una nuova storia. 

 

5. PRIMA DI TUTTO LE SCUOLE

    

Lo stadio Paolo Rosi o la nuova Casa dell'Atletica, usiamo l'espressione che ci piace di più, deve quindi abbracciare le scuole. Il sogno è di una visita al giorno: regolamentata, organizzata, aiutata. In questo senso, grazie al professor Gioacchino Paci, animatore del campo, nonché tenico conosciuto nell'atletica di Roma, è stato approntato un progetto che riguarda proprio il tentativo di far avvicinare lo studente all'atletica nel modo più convincente possibile.

PROPONI...FAI...VERIFICA Il progetto vuole affrontare alcune delle più importanti problematiche presente nella società attuale:

   

    - La scarsa pratica di un’attività sportiva anche amatoriale che produce danni non solo per la salute fisica ma anche per quella psicologica; quest’ultima, a sua volta, produce un atteggiamento sociale non positivo e deleterio per la vita complessiva della comunità;

-     Il soprappeso e l’obesità come immediato effetto dello scarso movimento delle giovani generazioni in età scolare.

 

    Unitamente a queste problematiche, il progetto vuole essere da esempio per una possibile collaborazione Scuola-Amministrazione Pubblica-Federazione Sportiva: le strutture sportive scolastiche non idonee, l’organizzazione oraria dell’Educazione Motoria deficitaria rispetto agli altri Paesi Europei e soprattutto la mancanza di una efficiente pratica motoria gestita da esperti nella Scuola Elementare, necessitano di una risposta nuova di alta qualità e prospettiva futura.

 

TARGET

 

- Il progetto si rivolge alle Scuole Materne, Elementari e Medie Inferiori;

     - l’intervento prevede un programma da svolgersi con gli Insegnanti e gli alunni;

 

OPERATIVITA' DEL PROPONI....

 

Il progetto prevede un corso di aggiornamento per gli Insegnanti dei tre gradi indicati; il corso avrà la durata minima di 10 ore, nelle quali verranno proposte le principali problematiche della didattica generale e motoria, nonché gli elementi essenziali per la conoscenza delle discipline atletiche. Gli elementi tecnici proposti seguiranno il principio della proposta progressiva dei contenuti in funzione dello stato culturale motorio dell’età trattata.

 

OPERATIVITA' DEL FAI.... Al termine del corso la scolaresca (Insegnanti ed Alunni) potranno frequentare il campo di Atletica per la realizzazione di un vissuto valido:

 

1        in questa fase saranno presenti tecnici indicati dalla Federazione;

2        i ragazzi svolgeranno lezioni di avviamento all’Atletica Leggera partendo dai contenuti di base dell’Educazione Motoria;

3        all’interno degli incontri si potranno effettuare piccoli ma importanti rilevamenti che prenderanno in considerazione parametri antropometrici e pochi indicatori delle abilità motorie; il tutto ai fini di un monitoraggio delle caratteristiche motorie della scolaresca utile in previsione di un reclutamento sportivo e di una consapevole gestione della politica sportiva Comunale;

4        ai ragazzi sarà fornita una memoria del programma svolto che potrà essere utilizzato nel Portaolio dell’alunno;

5        questi incontri si potranno svolgere in orario curriculare e/o nei “Sabato Atletica” (Vd. oltre)

 

OPERATIVITA' DEL VERIFICA... In prossimità del termine dell’anno scolastico saranno previste delle giornate nelle quali un grande numero di alunni (500 al giorno) potranno verificare in piccoli giochi di gara il frutto del loro processo educativo-motorio.

Nelle giornate del verifica sarà fondamentale la presenza:

 

5        delle Istituzioni Pubbliche promotrice del progetto;

6        delle rappresentanze sportive Federali;

7        delle rappresentanze Istituzionali del mondo della Scuola;

8        di atleti di alto livello nazionale ed internazionali;

9        e soprattutto dei genitori che rappresentano i primi veicoli della cultura sportiva.

 

Nell’ambito del “…Verifica”, si prevede la realizzazione dei  SABATO ATLETICA Il progetto ha l’intento di rendere più interessante la pratica dell’Atletica Leggera nelle categorie giovanili: infatti la mancanza di continue verifiche competitive, come avviene negli sport di squadra e la fatica prodotta da una sport che mette in crisi la resistenza fisica e psicologica proprio perché occorre quasi sempre forzare al limite le proprie capacità, producono abbandoni precoci.

 

La filosofia che giustifica il nostro progetto, intende affrontare il problema seguendo tre principi:

 

1        prevedere un incontro competitivo tutte le settimane, come avviene negli sport di squadra, in questa maniera la motivazione all’allenamento viene rinforzata dall’esigenza di essere in forma atletica per la competizione: questa immaginata sotto forma di torneo che termina alla fine dell’anno agonistico;

2        in secondo luogo, la competizione prevede la partecipazione a tre discipline ad incontro, in modo da rendere più lungo il periodo competitivo che altrimenti sarebbe troppo breve nelle categorie giovanile per interessare il ragazzo e la sua famiglia: una partita di Calcio o di Pallacanestro così come una di Pallavolo, durano almeno 40 minuti, mentre una gara di 60m di velocità dura semplicemente 9 - 10 secondi; l’intensità richiesta in una competizione di massima velocità espressa in un tempo così breve verrà compresa pienamente in età più adulta, mentre le giovani categorie devono avere un tempo quantitativo maggiore per giustificare la loro presenza ed il loro impegno;

In ultimo, si ritiene necessario gestire l’insuccesso: nei giochi di squadra è più semplice giustificare l’insuccesso per la presenza di molti giocatori con ruoli e responsabilità diverse alla ricerca di uno stesso risultato, vincere; nell’Atletica l’insuccesso dipende solamente dalle proprie capacità, che in età giovanile non sempre si riescono ad accettare senza tensioni emotive molto forti; quindi, la partecipazione a tre discipline nella stessa giornata può giustificare psicologicamente l’insuccesso in una gara perché ci si è comportati meglio in un’altra; e poi la presenza di una classifica a squadre, inserisce la propria prestazione in un quadro più ampio, dove anche una non eccezionale presenza può essere utile alla squadra.


(PARENTESI  ANCORA SULLA CASA)

 

 L'IMPATTO DELLA CASA Ci sono poi altre situazioni <potenziali> che possono essere esplorate. La presenza di un edificio disabitato nella zona boscosa vicino ai campi da tennis fa venire l'idea di una palestra. Senza dimenticare lo spazio dell'ex campo di bocce che può essere immaginato come aula didattica con una copertura molto soft, addirittura con dei semplici teloni. Questo complesso di interventi dovrebbe produrre un cambio di atmosfera, associare alla bellezza del luogo un fermento, un entusiasmo, un sentirsi appunto a casa con l'atletica. E'  assolutamente necessario che il Comune fornisca le licenze commerciali per far decollare il progetto. 

 

 

    IL RAPPORTO CON IL CRAL Com'è noto ai frequentatori vecchi e giovani dello stadio Paolo Rosi, la gestione dell'area è tradizionalmente divisa fra il Coni, o comunque l'organizzazione sportiva, e il Cral dei dipendenti del Comune di Roma. Quest'ultimo è legato allo stesso Comune da una convenzione che sarà ridiscussa tra poco. Ma fra il Cral e la parte sportiva non ci sono problemi di sorta nel momento in cui si riconosce la necessità di mettere in gioco nel progetto atletica spazi praticamente inutilizzati, quasi morenti, che sono ormai un monumento di se stessi. La Fidal è pronta a costruire insieme una nuova offerta in quelle zone, fatta salva la vocazione atletica e la priorità studentesco-giovanile del progetto. Il Cral, ovviamente, resterà titolare esclusivo dei campi da tennis e dei suoi spogliatoi. Si dovrà giungere alla definizione di questi cambiamenti attraverso un protocollo d'intesa, al di là di eventuali sviluppi dei rapporti Cral-Comune.

                                 

6. MILLE E UN'ATLETICA....

 

La nascita di un Progetto Atletica su Roma non può prescindere dalla necessità di irrobustire il calendario delle manifestazioni con appuntamenti che abbiano uno specifico, dichiarato obiettivo promozionale. Bisogna riportare in pista la gente e si deve chiedere alla <strada> un aiuto in questa direzione. Poi ci deve essere anche un contributo della <piazza>... Per esempio in occasione della tradizionale giornata dello sport che organizza il Comune di Roma. Ovviamente queste iniziative si affiancano a quelle già esistenti, che vanno ovviamente rafforzate, dal Mille di Miguel al Memorial Anna Catalano fino al criterium de <I più veloci di Roma>

 

   IL CAMPIONATO DELLA CINQUANTA PER MILLE Cinquanta ragazzi per mille metri ciascuno. Una formula semplice, avvincente. Tre o quattro ore ovviamente da <aiutare> con altre sollecitazioni sportive. Al Paolo Rosi questo genere di manifestazioni non è una novità e non si offenderà nessuno se si ricorda in questo campo la straordinaria passione del professor Mario Vaiani Lisi. Inoltre la coordinatrice regionale dell'educazione fisica, la professoressa Rosalba Marchetti, è tradizionalmente molto vicina all'atletica. Ci sono tutte le condizioni per un campionato della cinquanta per mille con una fase di qualificazione a livello provinciale o regionale, che confluisca in una finale, ovviamente nella casa dell'atletica, nel mese di maggio o di inizio giugno, magari in concomitanza o a ridosso della giornata dello sport organizzata dal Comune di Roma.

 

    SALTA CHE TI PASSA Asta, alto, lungo, triplo... Le pedane dello stadio Paolo Rosi hanno una lunga storia. Che si deve, si può rilanciare, ovviamente assecondando nuove iniziative con miglioramenti tecnici (in questo senso va ancora ringraziata l'Adidas per l'intervento compiuto sulla pedana di lungo e triplo, dopo il materasso dell'Acqua Acetosa). Si potrebbe quindi realizzare un grande festival dei salti: studenteschi, amatoriali, <assoluti>.... Tutto in una giornata con gare di tutti i tipi e piccoli <appoggi> forniti dallo stesso verbo saltare: mini campi da pallavolo o canestri da basket per i ragazzi. L'ideale collocazione in calendario potrebbe essere fine aprile, inizio maggio, a stagione che deve ancora partire.

 

     I GIORNI DEL TALENTO Alla fine della stagione scolastica, la Fidal regionale e provinciale - in collaborazione con il Settore Giovanile della Fidal nazionale - convoca allo stadio Paolo Rosi, un numero da stabilire di giovani talenti che si sono messi in luce nella stagione. I ragazzi si allenano insieme, mangiano insieme, ascoltano insieme alcune <lezioni> di grande personaggi dell'atletica. Il tutto si conclude con una giornata di gare che si cercherà di reclamizzare sui giornali e anche in tv con un montepremi senza denaro, ma con regali anche di un certo livello (si potrebbe per esempio trattare di <viaggi d'aggiornamento> in giro per gli avvenimenti più importanti dell'atletica mondiale  (Olimpiadi, Europei, Mondiali).

 

 

 

 Realizzazione grafica di Mariangela Lapadula

ciao maratoneta ciao atletica maratona