Web traffic analysis Cominciare a Correre
Tutta l'atletica che cerchi !

Cominciamo a Correre?

 
 

 

Cominciamo a correre….? (SECONDA PARTE)

Ciao a tutti.

Nella precedente puntata vi avevo raccontato i miei primi passi di corsa e i miei primi dolori…..

Questi fastidi, più che dolori, non riuscivo a spiegarmeli. Potevo pensare forse alla stanchezza, al fatto che riprendevo a fare attività fisica dopo anni di fermo e quindi era necessario un certo periodo di tempo per riavviare tutta la macchina ormai arrugginita.

Ma il brutto doveva ancora venire

Una mattina d’estate mi alzai alle 6,15 e, senza aver fatto colazione, scesi in strada a correre; tutto andò bene per i primi 15 minuti anche se il polpaccio sinistro sembrava come indurito. Non feci caso a questo segnale e continuai nella mia corsetta mattutina, che durò ben poco perché di li a pochi istanti il polpaccio si indurì improvvisamente e un dolore lancinante mi costrinse a fermarmi immediatamente.

Mi guardai intorno, non c’era anima viva, provai a ripartire, ma mi resi conto che non riuscivo nemmeno a camminare, ero a circa un Km da casa e subito pensai: e mo’ come ritorno? Chiamo il soccorso stradale ?

Lentamente trascinando la gamba sinistra riuscii a ritornare a casa. Provai a massaggiare la parte dolorante ma senza nessun beneficio, anzi se provavo solo a toccare il punto preciso dell’indurimento provavo dolori lancinanti.

Il pomeriggio, dopo il lavoro, mi recai dal mio medico, raccontai dell’accaduto e subito mi tranquillizzò dicendo che si trattava di una semplice contrattura e che si sarebbe risolta nel giro di qualche giorno. Ovviamente assoluto riposo.

Nel chiedergli la spiegazione egli mi disse che avevo commesso 3 errori fondamentali:

 

  1. Sei andato a correre al mattino presto appena sceso giù dal letto senza adeguare il fisico allo sforzo. Infatti soprattutto quando si corre in questo orario è bene eseguire della ginnastica preparatoria e allungamenti dei muscoli (il cosiddetto stretching) per almeno 5’- 10’ quindi camminare per altri 5’ e poi cominciare a correre.

 

  1. Sei andato completamente digiuno e questo non è affatto corretto. Non è necessario affrontare un’abbondante colazione a base di latte caffè pane burro e marmellata, ma un bicchiere di the o uno yogurt con qualche biscotto sarebbero stati il carburante ottimale per la corsetta mattutina.

 

  1. Ma con quali scarpe corri? A questa domanda risposi in modo molto sereno raccontando che le avevo acquistate da poco in un grande negozio di articoli sportivi.
    E lui insistette nel chiedermi se erano scarpe da running e se ero stato consigliato da qualcuno. No, dissi io, avevo scelto quel modello perché mi piaceva e perché le trovavo comode.


Mi salutò dicendomi che per correre erano necessarie delle scarpe appropriate e soprattutto di recarmi presso un negozio specializzato dove potevo trovare del personale competente in grado di indirizzarmi sul modello giusto.

Così cominciai la ricerca e, dopo aver chiesto a molti amici che praticavano la corsa da molto più tempo di me, approdai in uno di questi negozi specializzati.

Entrato nel negozio ebbi subito la sensazione di essere capitato nel posto giusto; la persona che mi accolse mi domandò da quanto tempo correvo e quanti km facevo in ogni seduta; mi fece fare alcuni passi di corsa (osservandomi molto attentamente); quindi mi fece salire sopra ad una pedana di vetro per compiere (probabilmente) alcune verifiche circa la conformazione della mia pianta del piede.

Alla fine di tutto ciò mi disse che avevo un arco plantare alto e che il mio appoggio era neutro.

All’epoca, per me, queste cose erano completamente sconosciute, lo ascoltai con molta attenzione e mi invitò a provare le scarpe con caratteristiche di massima ammortizzazione quelle definite di categoria A3.

Provai alcuni modelli e alla fine trovai quello che rispondeva meglio alle mie caratteristiche.

Effettivamente i problemi dei polpacci non si presentarono più ormai riuscivo a correre per oltre 30’ di seguito per 2 volte a settimana, insomma ero abbastanza soddisfatto ma ………ma correvo sempre allo stesso ritmo e quando mi capitava di affrontare qualche breve tratto in salita praticamente capitolavo ed ero costretto a fermarmi per riprendere fiato.

Ma perché gli altri continuavano a correre?

E se pur di poco, tutti mi superavano?

Perché qualcuno correva velocemente per brevi tratti poi rallentava e quindi riprendeva a correre velocemente?

Nella prossima puntata vi spiegherò queste mie nuove scoperte.

Un affettuoso abbraccio a tutti voi dal Vostro Inviato


 

 




















Atletica for you © 2008 - Gestito da Michele Giove